Si, può esserlo. Vediamo in che senso e a quali condizioni.
Il Conflitto può essere utile se è considerato e gestito in modo competente.
1. Considerare il conflitto in modo competente.
In generale il conflitto serve.
Quando le persone hanno sempre la stessa idea, o la pensano sempre allo stesso modo, o fanno finta che sia così, non si realizza un alcun progresso. Quindi il conflitto è il confronto tra opinioni e prospettive diverse di persone diverse.
Questo confronto serve per la crescita di un’organizzazione e per prendere decisioni di buona qualità.
Le persone “la pensano allo stesso modo” perchè non vogliono migliorare, o trovare modi migliori di risolvere le questioni, oppure perchè semplicemente non vogliono rischiare il conflitto e fingono che tutto sia ok. Quindi lasciano le questioni in sospeso, irrisolte, con tutte le implicazioni conseguenti. In questo modo si illudono di non affrontare situazioni di conflitto. In realtà stanno semplicemente rinunciando ad affrontare le questioni.
Le questioni vanno affrontate. Non affrontarle non significa eliminare il conflitto; significa rimandarlo a momenti e circostanze in cui questo si manifesta in modo negativo, a volte estremamente negativo e dannoso.
Oppure ancora non affrontare le questioni porta a lasciarle irrisolte. Questo determina dosi variabili di ambiguità e risentimento. E determina anche che le decisioni non vengono prese e l’attività di un’organizzazione è paralizzata.
Sapete quanto è frequente vedere soci o consiglieri di amministrazione, managers che non affrontano le questioni “spinose”? Molto frequente.
Dovreste vedere che atmosfera elettrica si respira in certe circostanze! Riunioni/colloqui/conversazioni che potrebbero essere molto utili, con molte utili decisioni, si risolvono nel nulla in un atmosfera di timore. Si teme il rischio che affrontando una questione ci si trovi in un litigio aperto. Quindi si finisce per parlare di cose irrilevanti. Si perde molto tempo e non si risolve nulla. Oppure si creano equivoci, malintesi, e spesso il conflitto non sano nasce proprio qui. Oppure le riunioni non si fanno proprio….per non perdere tempo….!
Oppure quante volte si sceglie di dire ok! Tutto bene…sono d’accordo…..vogliamoci bene. E in realtà niente va bene!
Quindi la prima competenza consiste nel rendersi conto che il conflitto è utile perchè consente un utile confronto tra idee diverse.
2. Gestire il conflitto in modo competente.
Questo è un discorso molto articolato. E deve essere differenziato. Ogni situazione deve essere affrontata nel modo adatto, e questo spesso cambia molto da caso a caso.
Mi fa piacere stimolare qualche riflessione però.
Ci sono innumerevoli modelli ed approcci disponibili, alcuni piuttosto distanti dalla realtà, altri molto concreti e applicabili.
Ottimi riferimenti, tra i tanti, sono in Crucial Confrontations - Offre un modello molto pratico per affrontare in modo competente una varietà di situazioni molto comuni: impegni non rispettati, comportamenti inadeguati e simili.
Un’altro riferimento e “The five dysfunctions of a team“. Vi propongo un grafico adattato che attinge a concetti tratti dal workbook che lo accompagna (cliccate sull’immagine).
Qual’è il messaggio del modello?
Definire la questione reale! Andare al sodo!
Troppo spesso ostacoli di vario tipo impediscono la gestione competente del conflitto. Acquisire consapevolezza degli ostacoli è un primo, piccolo passo, verso una gestione competente del conflitto e dell’interazione.
Secondo questo approccio gli ostacoli sono:
- individuali;
- di relazione;
- ambientali;
- informativi.
Ho lanciato la riflessione. Commentate con il vostro punto di vista, presentate domande per approfondire! Vi interessano altri approcci?
Se volete scrivetemi - mario.gastaldi@brainteam.eu. Meglio se lasciate un commento/reply sul Blog.
A presto.





